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Un diario da leggere, guardare e ascoltare in tempo reale attraverso post, video e fotografie che raccontano una Corsica mai vista: un viaggio tra immagini e parole che descrivono scorci incontaminati e selvaggi, illustrano borghi caratteristici e scogliere mozzafiato, fino a svelare i segreti di spiagge candide e mari cristallini.

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Corsica del nord: inizio di un viaggio on the road




Eccomi con il primo post dedicato al mio viaggio.
All'interno un itinerario dettagliato vi permetterà di scoprire in 15 giorni, senza troppo relax, tutti i punti forti di quest’isola selvaggia ed ospitale.

Prima tappa: Bastia e Cap Corse
Città di mare, città portuale, città di viavai, di passaggio ma non di sosta. Navi merci e traghetti attraccano incessantemente increspando il mare e tracciando scie che si perdono all’orizzonte. Ci addentriamo subito nelle stradine del Vieux Port, dove ormeggiano piccoli pescherecci dalle tinte consumate dal sole. Il caldo è soffocante, ma salendo verso la cittadella troviamo una piazzetta ombreggiata con un belvedere sul mare che ci fa godere un arrangiatissimo pranzo. La prima impressione è quella di una città stanca, ma forse siamo solo noi ad esserlo.

La mattina successiva la voglia di partire alla buon’ora viene frenata da un danno provocato dalla sottoscritta, che ci fa perdere almeno 2 ore. Finalmente in macchina attraversiamo il “dito”, la punta più a nord della Corsica.
Ci affacciamo dal promontorio di Erbalunga, pranziamo su un tavolinetto fornito dall’unica bottega della deserta Botticella, ci addentriamo in una strada a dir poco tortuosa fino a Barcaggio, il punto più a nord della Corsica, percorriamo a piedi il Sentier des Douaniers fianco a fianco con le mucche alla scoperta di una delle tante torri genovesi, ceniamo sul pittoresco porticciolo di Centuri alla rossa luce del tramonto, percorriamo le coste di Cap Corse fino a Nonza, piccolo borgo che sovrasta da 150 metri un’ampia e suggestiva spiaggia di ciottoli neri illuminata dal sole, terminiamo la prima parte del viaggio a Saint Florent, che in realtà tagliando per l’entroteterra dista solamente 23 km da Bastia, qui prendiamo un battello che ci porta alla caraibica e assolutamente imperdibile spiaggia du Lodu.

Seconda tappa: Ile Rousse e Pigna
Siamo arrivati a Ile Rousse il giorno del mercato. Gli odori di spezie, formaggio di capra e salumi si univano nell’aria creando quell’aroma di Corsica che ho ancora nel naso. Piacevole passeggiare nelle vie lastricate del centro, sul lungomare pedonale, o sul sentiero per raggiungere il faro incastonato nella roccia rossa dalla quale la città prende il nome.

Il primo paese dell’entroterra lungo il nostro itinerario è Pigna. Potrei descrivere Pigna solamente come un gioiello prezioso. Artisti ed artigiani dagli anni ’70 si sono attivati per ridar vita a questo borgo. Vie dai colori tenui, fiori ad ogni angolo, insegne in legno scritte a mano. Tutto di questa cittadina farebbe pensare ad un museo ad uso e consumo dei turisti, e invece qui sono gli stessi abitanti a curarla maniacalmente.
Non si può accedere con la macchina, infatti Pigna è un borgo senza CO2.

Terza tappa: Calvì
Animata località di villeggiatura, Calvì offre tutti i servizi a discapito di un po’ di naturalezza. L’antica cittadella genovese, costruita su un promontorio roccioso, si affaccia sul moderno centro di Calvì.


Scritto da Ludovica Giovannini
venerdì 02 settembre 2016 | VACANZA







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