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Un diario da leggere, guardare e ascoltare in tempo reale attraverso post, video e fotografie che raccontano una Corsica mai vista: un viaggio tra immagini e parole che descrivono scorci incontaminati e selvaggi, illustrano borghi caratteristici e scogliere mozzafiato, fino a svelare i segreti di spiagge candide e mari cristallini.

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Corsica direzione sud: il nostro viaggio continua




Procedendo verso Porto si passa per la località Piana, famosa per le sue Calanques. Si tratta di rocce di granito rosso a picco sul mare, che grazie all’erosione del vento e dell’acqua hanno assunto forme frastagliate e spettacolari. Attraverso sentieri nel bosco di diversa difficoltà si possono raggiungere alcuni punti panoramici. È una delle attrazioni più entusiasmanti dell’intero giro della Corsica a mio avviso. Sedersi su una roccia, a 400 metri sul mare, con i piedi nel vuoto, è un’esperienza adrenalinica.

Bellissima anche l’esperienza di guida. Tramonto rosso, andatura a passo d’uomo, motociclisti accostati sul ciglio della strada a godere il momento, ascoltare canzoni e il vento tra i capelli.

Dopo aver anticipato la partenza da Ajaccio, aver sbagliato strada, aver quindi percorso infiniti km in più in un paesaggio interno di tornanti e zone completamente desolate, giungiamo finalmente a Sartène. Piccolissimo e grazioso borgo dell’entroterra che ricorda un po’ le cittadelle medievali umbre e toscane.
Il giorno seguente, affrontiamo una giornata di mare. Direzione Tizzano, spiaggia Tre Licettu.
Ho usato il verbo “affrontare” non casualmente. La strada che conduce a questa bellissima spiaggia di sabbia fine con mare cristallino e un bagnante ogni 500 metri è decisamente DIFFICILE. Ci siamo avventurati con una mini, e nonostante io guidi senza problemi ovunque ho avuto veramente paura di rimanere a piedi a metà percorso. Almeno mezz’ora di strada sterrata senza incontrare anima viva o cartelli con indicazioni del tipo “resistete ancora 5 km”.

Poeticamente arroccata su delle falesie bianche di calcare che svettano per 70 metri sul mare, Bonifacio ha un posto d’onore tra le località corse. Costruita su un pittoresco fiordo che di notte risplende delle luci della città che giocano a riflettersi nell’acqua, Bonifacio ha anche un altro lato da mostrare, quello dell’alta cittadella medievale, fatta di stradine in salita e piccoli negozi di souvenir. Oltre ad affacciarsi dalla falesia per ammirare il mare infrangersi sugli scogli bianchi, è possibile scendere fin quasi al livello del mare attraverso l’Escalier du Roi d’Aragon, fenditura nella roccia attraverso la quale, secondo leggenda, le truppe del re assediarono la città nel 1420.

Da Bonifacio partono durante tutto il giorno piccole barche per la riserva naturale dell’Île Lavezzi. Una volta sbarcati si deve solo trovare il giusto angolo di paradiso, possibilmente non alla prima spiaggia disponibile dove si fermano i turisti meno curiosi. La natura la fa da padrona, infatti non troverete altro che macchia mediterranea e piccole insenature selvagge e senza alcun tipo di servizio.
Consiglio questa gita in giornata anche solo per la vista da cui si viene deliziati lungo il tragitto. Via mare ovviamente è il modo migliore per apprezzare l’arroccata Bonifacio e la sua falesia bianca.

Porto Vecchio è una città di nuova crescita turistica, con una cittadella dall’allegra vita notturna, ma che passa in sordina rispetto alle frequentatissime spiagge, mete d’eccellenza di celebrità francesi e internazionali. Userò Porto Vecchio come punto di riferimento per indirizzarvi verso una di quelle cose più naturali e meno affollate che piacciono a me, la Vallée du Cavu. Partendo da Porto Vecchio, in direzione Taglio Rosso, vi troverete a risalire il percorso del fiume, costeggiato da una fitta vegetazione e arricchito da bellissime piscine naturali dove rinfrescarsi, in un ambiente lontano dalla movida della costa.

... il viaggio continua...

Scritto da Ludovica Giovannini
lunedì 05 settembre 2016 | VACANZA







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