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Un diario da leggere, guardare e ascoltare in tempo reale attraverso post, video e fotografie che raccontano una Corsica mai vista: un viaggio tra immagini e parole che descrivono scorci incontaminati e selvaggi, illustrano borghi caratteristici e scogliere mozzafiato, fino a svelare i segreti di spiagge candide e mari cristallini.

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Castagniccia: paesaggi, curve e tradizione





Anche ieri sera quando ci siamo fermati a mangiare ho notato, come i giorni precedenti, un piatto a base di castagne nella carta dei dessert (un parfait che ho subito ordinato, meraviglioso!), ricetta diversa rispetto alle altre già assaggiate. " E vedrai quante ancora ce ne sono!", mi ha detto Tommaso. " Domani ti porto in una regione che si chiama Castagniccia, la più ricca dell'isola almeno fino al XIX secolo, così ti rendi conto dell'importanza di questo frutto per i corsi". 
Ed eccoci qui, le curve si inseguono una sull'altra, una giostra mozzafiato che si infila in castagneti centenari, resa ancora più spettacolare dalla luce che occhieggia tra le foglie. Appena ci fermiamo per un caffè mi documento un po': Le castagne sono probabilmente il prodotto alimentare che più ha segnato l'identità corsa.

Il legame tra la castagna e l'isola è antichissimo e sentito, sembra che addirittura si siano trovate tracce di pollini di castagno risalenti all'era quaternaria! Ma non è questo che ci interessa ora, si parlava di dolci.

In realtà furono i genovesi che importarono massicciamente le castagne e ne promossero la coltivazione. Da quel frutto poliedrico si tiravano fuori tantissimi prodotti alimentari: farine, minestre, frittelle, polenta ma soprattutto pane, necessario durante le frequenti carestie: "Finché ci saranno castagne, ci sarà pane", diceva Pascal Paoli (continuate a seguirci e scoprirete di più di questo eroe corso!)

Il castagno non è solo emblematico per i suoi frutti, mi spiega Tommaso, il legno del tronco infatti è famoso per non marcire mai e quindi adatto per l'edilizia, la falegnameria e i manici degli utensili. Ad oggi più di 300 tonnellate di farina sono commercializzate ogni anno sull'isola, compreso il mezzo chilo che abbiamo appena comprato anche io e Tommaso. Ci vorrebbe una station wagon, altro che moto! Via, si parte di nuovo!

Scritto da Tommaso e Leonardo
mercoledì 06 maggio 2015 | VACANZA







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