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Un diario da leggere, guardare e ascoltare in tempo reale attraverso post, video e fotografie che raccontano una Corsica mai vista: un viaggio tra immagini e parole che descrivono scorci incontaminati e selvaggi, illustrano borghi caratteristici e scogliere mozzafiato, fino a svelare i segreti di spiagge candide e mari cristallini.

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Pietra, vento, acqua e sole: tutti gli elementi uniti per lo spettacolo de Le Calanche




Io di viaggi ne ho fatti tanti, ma tanti, credetemi. Eppure uno spettacolo come quello di oggi mi ha stupito e riempito di… gratitudine, ecco, non so trovare un termine che spieghi meglio lo stato d'animo che ti resta addosso dopo essere arrivato in moto, al tramonto, con un cielo spazzato dal vento fresco, alle Calanche di Piana.

Dopo una miriade di curve che ormai non sto neanche più a raccontarvi, si entra in questo giardino di pietra dichiarato patrimonio dell'umanità UNESCO. Siamo tra Porto e Ajaccio, nel Parc Naturel Régional de Corse e 400 metri sotto di noi sonnecchia Placido il Port de Porto.

Abbiamo percorso la D81, che circa un chilometro e mezzo dopo Piana, in direzione di Porto, inizia ad annodarsi trai blocchi rocciosi color ocra rosso incendiati dal sole. Le sagome frastagliate delle pietre sembrano sfuggire dal Mediterraneo per abbracciare il cielo.

Le forme bizzarre sono dovute al lavoro millenario dell'acqua e del vento. La prima, in particolare, penetrando negli anfratti di granito ha creato i cosiddetti "taffoni", delle cavità di forma sferica che sembrano levigate con cura da un mastro scultore. Anche Guy de Maupassant, durante un suo viaggio in Corsica nel 1880 ne rimase colpito, tanto da descrivere il paesaggio che ci ha accolto oggi con parole molto evocative: "tutto un popolo mostruoso, un serraglio d'incubi pietrificati dalla volontà di qualche dio stravagante".

Continuiamo a scattare foto e girare immagini per il video da montare stasera, senza riuscire più ad andare via, nonostante dall'albergo in cui dovremmo andare a dormire ci abbiano chiamati per dirci che la reception sta chiudendo. Arriva il crepuscolo e ci trova ancora lì, a bearci delle sfumature ramate che il sole proietta sulla roccia, in contrasto con le poche macchie verde scuro della vegetazione, finché con un ultimo guizzo si immerge nel mare e ci lascia così, col fiato corto e felici.

E se l'albergo ci lascia chiusi fuori? Chi se ne importa, un altro albergo si trova, uno spettacolo così chi te lo restituisce se lo perdi?

Le Calanche al tramonto

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Scritto da Tommaso e Leonardo
venerdì 08 maggio 2015 | TERRITORIO







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